Sulla via

Lo stato di sonno

sonnambulismo

 

Una sofferta testimonianza dello stato di sonno in cui versa l’umanità e la conseguente presa di coscienza della necessità del risveglio.

Ma sto proprio dormendo? Si direbbe di sì. Il fatto è che se mi do un pizzicotto sento dolore, e quindi devo essere sveglio; il mio stato non è cambiato affatto. E allora ne deduco che sono sveglio.

Poi succede che mi ricordo di me stesso e mi ricordo anche di essere immerso nel sonno. Ma è un ricordo solo intellettuale perché, in realtà, mi ritrovo nello stesso stato di coscienza in cui ero prima.

E allora: sto proprio dormendo?

I libri che ho letto e studiato dicono che gli uomini vivono continuamente in uno stato di sonno. Uno stato del quale non si rendono assolutamente conto, e questo è l’ostacolo principale. Se uno non si rende conto dello stato in cui si trova non solo non può far niente per cambiarlo, ma non vede alcuna necessità di farlo. A che mi serve sforzarmi di fare qualcosa che io già sto facendo? A che mi serve svegliarmi se sono già sveglio?

E così m’illudo di essere nel pieno delle mie facoltà fisiche, emozionali e mentali e continuo andare avanti allo stesso modo indefinitamente.

Mi perdo nelle mie fantasie, m’illudo di essere capace di fare tutto quello che mi prefiggo, sono convinto di stare vivendo una vita di essere libero e consapevole.

Ma è veramente così?

I miei pensieri vanno e vengono senza che io possa farci niente; le mie emozioni mi prendono senza preavviso ed io non posso fare niente per cambiarle quantunque faccia considerevoli sforzi; un momento sono in un modo, il momento successivo sono nel modo completamente opposto. Questo avviene così spesso e in modo così regolare che mi sembra essere la norma. Non solo: mi sembra di essere me stesso.

Ma è proprio questo lo stato di sonno: una totale inconsapevolezza di se stessi e del mondo che ci circonda.

Perseguo i miei obiettivi e poi mi rendo conto di non essere andato da nessuna parte, di essere girato in tondo per poi ritrovarmi sempre allo stesso punto di partenza. Metto in atto tecniche, metodi, mi faccio le mie brave meditazioni, mi ripeto le mie brave affermazioni per poi accorgermi che non è successo proprio niente. E allora mi dico: cosa c’è che non va? Mi scoraggio, mi deprimo, mi arrabbio con me stesso e col mondo intero e arrivo alla conclusione che sono tutte balle.

La verità è che sto dormendo e neanche me ne rendo conto.

E’ una bella trappola, non c’è che dire, una trappola geniale: una prigione senza carcerieri e senza sbarre, una prigione invisibile. La più terribile delle prigioni!

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